Ci sono un'infinità di regole che gestiscono i comportamenti e le azioni umane.
Servono, solitamente, ad evitare conflitti e problemi e sono quasi sempre scritte.
Hanno un loro valore ed un loro senso e quindi rispettarle, bhé, ha senso per evitare problemi.
Poi ci sono le regole non scritte.
Alcune sono dettate dall'etica e, anche se non tutte condivisibili da tutti, hanno un loro senso.
Sono variabili e quindi cambiano di luogo in luogo oltre che di tempo in tempo.
Ha senso rispettare quelle in cui si crede oppure che rispecchiano i propri princìpi.
Oltre a queste… ce ne sono un'infinità di altre, che bhé, oltre essere non scritte, non sono dettate dall'etica e, quindi… bhé se non sono dettate da un'etica comune e/o quindi non sono direttamente condivisibili tramite ideali.
Hanno senso?
Bho, non lo so, molte, moltissime di queste non le conosco perché avendo sempre tenuto a distante il mondo non le ho conosciute.
Altre, volenti o dolenti, le conosco e, siccome hanno una logica che posso accettare, le condivido.
Vene sono, però, alcune che, pur essendomi note, non presentano una logica a me comprensibile, probabilmente perché non ne sono a conoscenza, e quindi non riesco a capirle.
Ora, queste regole arbitrarie, non scritte, la cui logica sfugge alla mia comprensione…
perché dovrei rispettarle e soggiacere ad esse?
Perché non posso fare come vorrei senza apparire un… "violatore" di norme e, conseguentemente, idiota/pazzo/fesso/etc.etc.etc. ?
Perché sottomettersi ad esse?
Perché, come in tutto, anche l'apparenza dell'essere ha un peso nella vita umana?