Non è mio solito scrivere di politica perché chi mi conosce personalmente sa come la penso e per gli altri sentire quello che penso a riguardo è irrilevante, quindi scusate questa piccola eccezione anche se cercherò, il più possibile, di renderla indipendente.
Il titolo che ho usato è un riassunto ristretto del mio pensiero.
La politica, sappiamo tutti, è fatta principalmente da politici che, a furia di chiacchere ribaltano la frittata e ti fanno apparire stupenda un'amenità colossale e questo indipendentemente dal colore della casacca che indossano. Anche se, ne sono certo, ogni e qualsiasi politico affermerà il contrario appunto ribaltando la frittata. Quindi non mi interessa di dire niente a riguardo.
Da qualche anno però c'è stato, almeno in Italia, un cambiamento di, non so se sia il termine più corretto, tendenza. Infatti la politica non è più fatta dai politici ma da pubblicitari.
Anche i pubblicitari sono soliti far apparire le cose migliori di ciò che sono quindi non c'è da stupirsi che alcuni di loro, probabilmente i più abili od i più versatili, si siano convertiti alla politica. C'è, però, una sostanziale differenza tra un politico ed un pubblicitario: il politico cavalca le notizie, il pubblicitario le crea, le sfrutta e le trasforma e questo in vari modi.
Le crea quando fa trapelare informazioni o parziali o plausibilmente vere e cavalcandole.
Le trasforma quando riesce a farle apparire, tramite aggiustamenti e/o contronotizie, non così malvage come sono (e magari dopo un po' le sfrutta).
Le sfrutta specie se positive facendo apparire il contraltare come il peggior male del mondo.
Esempio: un politico viene immortalato da un reporter a farsi una striscia di coca ad una festa.
Gestione da politici: l'interessato smentisce ma tutti i "colleghi", dato che ormai la frittata è fatta, condannano il fatto e, alla fine, l'interessato "sparisce" dal panorama politico (al massimo ricomparirà quando le acque si saranno calmante e sarà sopraggiunta una nuova notizia) e propongono il modo migliore per risolvere il vero problema ovvero, nel caso specifico, lo spaccio.
Gestione da pubblicitari: come si sà la pubblicità è l'anima del commercio, quindi dato che in politica il bene ultimo altri non è che il consenso dei votanti ci si lavora sopra per spremere il più possibile.
Le strade percorribili sono infinite così come sono infiniti gli approcci ad una notizia del genere: si può accettare, negare, denunciare tutti gli altri per tutt'altra cosa, ci si può vantare della propria capacità resistiva, si può urlare al complotto, o ancora tacere (questa è probabilmente la tecnica migliore) e attendere il momento opportuno per contrattaccare (magari ammettendo le proprie debolezze), ecc.
Ci si può sbizzarrire come si vuole, come detto la pubblicità è l'anima del commercio e quindi se se ne parla, nel bene o nel male, il commercio se ne avvantaggia in quanto, naturalmente, ad ogni commento negativo se ne fanno trapelare a decine di positivi così da "far sparire" i negativi nel mare dei positivi .
— KillerBoy 31/07/2009 13:47:20